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Vigevano, Supercali 2026 - Incontro con Gianni Canova su "Un popolo di ombre"

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Un incontro brillante, vivace e sorprendente, in cui Gianni Canova ha presentato e discusso il suo nuovo lavoro, "Un popolo di ombre - Manifesto per la liberazione dei personaggi filmici", un saggio anomalo che mira a restituire voce ai personaggi marginali del cinema.

 


Canova, critico cinematografico, autore televisivo, direttore artistico, saggista e professore di Storia del cinema e Filmologia, ha impostato la sua opera come una sorta di fantasiosa “contro‑lettura” del cinema.
Il suo nuovo lavoro non è un semplice saggio, ma un dispositivo critico che tenta di ribaltare la prospettiva: guardare i film non dai protagonisti, ma da chi resta ai margini, dare voce a figure che nel film non hanno spazio per esprimersi e rileggere il cinema come ecosistema dove ogni personaggio, anche minimo, contribuisce a un mondo narrativo complesso.

Canova ha insistito sul fatto che l’opera non è classificabile: non è critica tradizionale, non è narrativa, non è teoria pura. È un “manifesto”, un atto politico e poetico insieme.


Tra i casi più gustosi citati da Canova, quello del megadirettore Galattico Riccardelli de "Il secondo tragico Fantozzi".
Nel libro, Riccardelli, figura tirannica e caricaturale, viene reinterpretato in modo sorprendente.

Rivendica di essere stato l’unico a provocare una ribellione autentica in una massa di dipendenti “pecoroni”, sostenendo che la sua imposizione della Corazzata Potëmkin non fosse sadismo culturale, ma un tentativo di scardinare l’apatia collettiva.

 

Questa operazione di “liberazione” dei personaggi è il cuore del libro: far emergere ciò che il cinema, per struttura, non può mostrare, o almeno ne valuta una visione laterale, spesso sorprendente.


La conversazione è stata guidata da una intervistatrice spigliata, capace di porre domande acute e di mantenere un ritmo brillante.
Canova ha risposto con la consueta combinazione di ironia, rigore e gusto per la provocazione intellettuale.

 

La cornice del cortile del Castello di Vigevano, complice una temperatura perfetta, ha amplificato la qualità del dialogo.


L’appuntamento di “Supercali” ha mostrato un Canova capace di trasformare un cortile rinascimentale in un laboratorio di idee sul cinema.
 

"Un popolo di ombre" si conferma un’opera originale, difficilmente incasellabile, che invita a guardare il cinema da un punto di vista nuovo: quello delle sue ombre, dei suoi comprimari, dei suoi fantasmi narrativi.

Vigevano, Supercali 2026 - Incontro con Gianni Canova su "Un popolo di ombre"
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