Come ti muovi, sbagli - (Gianni Di Gregorio, 2025) - Recensione - Con Gianni Di Gregorio, Greta Scarano
Un ex professore settantenne vive una pensione tranquilla e metodica, finché la figlia — in piena crisi matrimoniale a causa della scappatella del marito, un professore tedesco, con una studentessa — si presenta a casa sua con i due figli piccoli. La loro presenza trasforma la sua routine silenziosa in un caos quotidiano fatto di rumori, imprevisti e nuove responsabilità. In mezzo al disordine, però, riaffiorano affetti, legami familiari e la possibilità di rimettere in discussione la propria vita, scoprendo che anche a un’età avanzata l’amore e le relazioni continuano a muovere tutto.
Come ti muovi, sbagli è un film riconoscibilissimo come opera di (e con) Gianni Di Gregorio, con tutto ciò che questo comporta: misura, delicatezza, ironia sottotraccia e quella capacità di osservare la quotidianità senza mai forzarla. E, insieme ai suoi pregi, anche quei pochi difetti che da sempre accompagnano il suo cinema: qualche ingenuità narrativa, qualche passaggio un po’ prevedibile, ma nulla che incrini davvero l’equilibrio complessivo.
Il film è sussurrato, mai gridato. È un racconto che procede con passo leggero, ma non superficiale.
Non mancano alcuni luoghi comuni, inevitabili quando si raccontano dinamiche familiari e generazionali, ma sono luoghi comuni “perdonabili”, perché inseriti in un contesto che sa anche offrire scene davvero originali e riuscite.
Sul fronte della recitazione, si avverte talvolta una certa scolasticità: alcuni dialoghi sono un po’ rigidi, alcune interpretazioni meno naturali del necessario. Nulla di grave, ma abbastanza da far emergere una lieve disomogeneità tra i personaggi più centrati e quelli meno convincenti.
Nel complesso, però, "Come ti muovi, sbagli" è un buon film, compatto, senza momenti di stanca, che si segue con piacere e con un sorriso costante. Non ambisce a rivoluzionare nulla, ma sa intrattenere con intelligenza e leggerezza, confermando ancora una volta la mano gentile di Di Gregorio.
Voto; 7.5/10
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