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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Officina teatrale Anacoleti, Vercelli - "La fine del mondo" di Julian Soyfer

petardo

 

Una cometa viene inviata verso la Terra dai pianeti, stanchi dell’arroganza e dell’avidità degli esseri umani, considerati una sorta di “parassiti cosmici”. Quando la notizia dell’imminente distruzione si diffonde, l’umanità reagisce non con unità o lucidità, ma con egoismi, paure, negazioni e piccoli interessi personali. Politici, scienziati e cittadini comuni si perdono in litigi, opportunismi e follie collettive, incapaci di affrontare la realtà.

La catastrofe diventa così una satira grottesca sulla cecità umana: invece di salvarsi, gli uomini confermano proprio quei difetti che hanno spinto l’Universo a condannarli.

 

La scelta degli Anacoleti di portare in scena La fine del mondo di Jura Soyfer si rivela sorprendentemente attuale.

Scritta nel 1935, la pièce conserva una forza satirica che oggi risuona con ancora maggiore chiarezza: l’umanità incapace di riconoscere la realtà, la politica che si rifugia in slogan, la scienza che fatica a farsi ascoltare, la società che si perde in egoismi e paure. Tutti temi che Soyfer, con lucidità quasi profetica, aveva già individuato alla vigilia della catastrofe europea.

La figura dell’autore aggiunge un peso ulteriore alla rappresentazione. Ebreo di origini ucraine, cresciuto a Vienna, Soyfer incarna la stagione culturale progressista e rivoluzionaria degli anni Trenta, vicina per spirito al teatro epico di Brecht. Una stagione che il nazismo ha soffocato con violenza, fino alla sua tragica morte nel campo di Buchenwald, il 16 febbraio 1939, a soli 26 anni. 

Gli Anacoleti affrontano questo compito con rispetto e intelligenza. La regia segue abbastanza fedelmente la struttura originale, ma introduce spunti contemporanei che non tradiscono il testo, anzi lo rendono più leggibile allo spettatore di oggi, mantenendo nel contempo intatto il tono satirico e grottesco voluto da Soyfer.

Gli interpreti riescono a dare ritmo, ironia e una buona varietà di registri ai numerosi personaggi che popolano la storia, anche considerando il carattere amatoriale della compagnia. L’energia del gruppo e la cura nel lavoro corale emergono chiaramente.

Apprezzabile anche la colonna sonora, che spazia dai ritmi disco, al rock (Hendrix) alla classica (con il noto ed emozionante "Adagio per archi" di Barber).

Un piccolo limite riguarda la differenziazione tra pianeti ed esseri umani. L’idea di far interpretare agli stessi attori entrambe le categorie è interessante e coerente con il tono allegorico del testo, ma avrebbe giovato una distinzione scenica più marcata: costumi più differenziati, o anche solo elementi visivi ricorrenti, avrebbero reso più immediata la lettura per il pubblico.

Officina teatrale Anacoleti, Vercelli - "La fine del mondo" di Julian Soyfer
Officina teatrale Anacoleti, Vercelli - "La fine del mondo" di Julian Soyfer
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