The Dead of Winter - (Brian Kirk, 2025) - Recensione - Con Emma Thompson, Judy Greer, Marc Menchaca
Nel gelido e remoto Minnesota, la vedova Barb tenta di elaborare il lutto per la morte del marito tornando nei luoghi dove pescavano insieme sul lago, ora ghiacciato.
Durante l’escursione nota un uomo — presto raggiunto dalla moglie — che si aggira con fare sospetto attorno alla loro isolata abitazione vicino al lago. Poco dopo, Barb scopre che nello scantinato della casa è tenuta prigioniera una ragazza adolescente. Rendendosi conto di essere l’unica possibilità di salvezza per la giovane, si ritrova coinvolta in una pericolosa lotta di sopravvivenza. In quell’ambiente ostile e isolato, i destini dei quattro personaggi finiscono per intrecciarsi in un crescendo di tensione e violenza.
"The Dead of Winter" è un thriller che punta molto sull’atmosfera e sul mistero, ma non sempre riesce a dare coerenza alle azioni dei suoi personaggi. Per buona parte del film, infatti, le motivazioni dei protagonisti restano nebulose: si assiste a comportamenti che sembrano privi di logica interna, come se la sceneggiatura volesse ritardare artificialmente ogni spiegazione. Questo crea sì un senso di sospensione, ma rischia anche di far percepire alcune scelte come forzate.
Uno degli elementi meno convincenti è la figura della signora che tiene segregata la ragazza. Il film la tratteggia come una presenza glaciale e spietata, ma il suo scopo finale appare poco credibile, quasi sproporzionato rispetto al contesto. La sua prontezza nell’imbracciare il fucile alla prima occasione, senza esitazioni, sembra più funzionale a creare tensione che a costruire un personaggio psicologicamente coerente.
Anche la protagonista anziana, interpretata da Emma Thompson, presenta qualche contraddizione. La vediamo inizialmente afflitta da sciatiche e dolori, ma poco dopo affronta situazioni fisicamente impegnative con un’energia che stona con la sua condizione.
Dove Dead of Winter funziona abbastanza è nell’ambientazione: il Minnesota innevato, la solitudine, il gelo che sembra mordere lo schermo. Le sequenze finali, quando i misteri si chiariscono e la tensione trova finalmente una direzione precisa, rappresentano il momento più riuscito della pellicola. Qui il film mostra ciò che avrebbe potuto essere se avesse mantenuto la stessa coerenza per tutta la durata.
In definitiva, Dead of Winter è un film guardabile con riserva: suggestivo nell’atmosfera, interessante in alcuni snodi, ma penalizzato da scelte narrative poco credibili e da personaggi che non sempre agiscono in modo convincente.
Voto: 6/10
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