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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Ténor – La grande occasione - (Claude Zidi Jr., 2022) - recensione - Con Michèle Laroque, Mohammed Belkhir, Guillaume Duhesme

petardo

 

Antoine è un giovane della banlieue parigina che vive tra piccoli lavoretti, amici e parenti ingombranti e la passione per il rap. Un giorno, durante una consegna di sushi al Palais Garnier, il fastoso teatro dell'opera, la sua voce attira l’attenzione di Madame Loyseau, un’insegnante di canto dal carattere severo ma dallo sguardo infallibile. La donna intuisce in lui un talento naturale per il canto lirico e lo convince a seguirla in un percorso di formazione che Antoine non avrebbe mai immaginato per sé. Mentre scopre un mondo raffinato e distante dalla sua quotidianità, il ragazzo si trova costretto a nascondere questa nuova vita agli amici del quartiere, temendo giudizi e incomprensioni. Diviso tra due universi che sembrano inconciliabili, Antoine deve imparare a trovare la propria voce – non solo sul palco, ma anche nella vita – affrontando pregiudizi, aspettative e la paura di non essere all’altezza della sua “grande occasione”.

 

Ténor – La grande occasione” è un film che punta tutto sul fascino dell’incontro improbabile tra rap e lirica, raccontando la folgorazione di un giovane della banlieue per l’opera con una semplicità che sfiora l’ingenuità. Che un rapper possa innamorarsi del canto lirico, sebbene probabilmente assai raro, può non essere impossibile, ma qui la trasformazione avviene in modo talmente rapido e lineare da risultare più curiosa che credibile. Il protagonista, privo di qualsiasi cultura operistica e incapace di leggere uno spartito, viene accolto senza troppe domande in un programma di perfezionamento diretto da Madame Loyseau, insegnante dell’Opéra: un salto sociale e tecnico che il film tratta con leggerezza quasi fiabesca.

A questo si aggiunge una scelta musicale piuttosto stereotipata, con un repertorio - curiosamente dominato da arie italiane incluso l’immancabile “Nessun dorma” tratto dalla Turandot di Puccini – che conferma l’approccio pop e un po’ turistico al mondo della lirica. Anche il protagonista, pur essendo un vero rapper francese, appare fin troppo pettinato e beneducato rispetto alla sua cerchia, come se il film avesse paura di mostrare davvero il contrasto tra i due ambienti. E per completare il quadro, arriva anche un elemento drammatico e strappalacrime inserito appositamente per aumentare la tensione emotiva, ma che si sarebbe potuto tranquillamente evitare, perché finisce per appesantire una storia che vive soprattutto di leggerezza.

Il risultato è un film gradevole, a tratti affettuoso, ma indubbiamente semplificato e costruito su stereotipi rassicuranti. Nonostante ciò, scorre bene e si lascia guardare con piacere, purché lo si prenda per quello che è: una fiaba urbana più che un racconto realistico.

 

Voto: 7/10

Ténor – La grande occasione - (Claude Zidi Jr., 2022) - recensione - Con Michèle Laroque, Mohammed Belkhir, Guillaume Duhesme
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