The Dead Don't Hurt - I morti non soffrono - (Viggo Mortensen, 2023) - Recensione - Con Vicky Krieps, Viggo Mortensen, Solly McLeod
Nel West della seconda metà dell’Ottocento, Vivienne, una donna forte e indipendente, lascia la sua vita precedente per costruire un futuro insieme a Holger Olsen, un immigrato danese. I due si stabiliscono in una cittadina della California, un luogo segnato da corruzione, violenza e legge del più forte.
Quando Olsen parte per combattere nella guerra civile, Vivienne rimane sola e deve affrontare un ambiente ostile che mette alla prova la sua dignità e il suo coraggio. È una storia di resistenza, amore e sopravvivenza in un mondo brutale.
"The Dead Don’t Hurt – I morti non soffrono" è un western che abbraccia la tradizione senza tentare di reinventarla. Il paese di legno, le strade polverose, le montagne del West: tutto richiama l’iconografia più classica, e il film ci si muove dentro con naturalezza. In questo scenario prende forma una storia morale, semplice e dura, dove il bene e il male non hanno bisogno di troppe sfumature.
Il “buono” è Olsen, un uomo integro, onesto, che fa il suo dovere anche quando farlo significa restare solo. Dall’altra parte c’è il figlio di un boss locale (Weston Jeffries), un "cattivo che più cattivo non si può": arrogante, violento, convinto che il potere gli dia diritto su tutto e tutti.
In mezzo a questo scontro morale si muove Vivienne, la donna coraggiosa e integerrima che dà al film la sua anima. La sua forza silenziosa, la sua dignità ostinata, rendono la storia più umana e meno meccanica.
La recitazione, come tutto il resto, segue gli stilemi del genere.
Il risultato è un western tradizionale, quasi “antico”, che non cerca modernizzazioni forzate ma una rilettura sobria dell’epopea della frontiera. Non sorprende, ma convince abbastanza per coerenza e sincerità.
Voto: 7/10
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