Maratona di New york (film) - (Luca Franco, 2025) - Recensione - Con Davide Paganini, Massimiliano Caretta
Mario e Steve sono due amici che si allenano insieme per affrontare la maratona di New York.
Lo fanno correndo lungo solitarie strade collinari situate nei pressi della città dove vivono e lavorano. Prima con il sole, poi in paesaggi sempre più nebbiosi e inquietanti.
Mario è più fragile, un uomo che sembra sempre arrancare, che sembra vivere all'ombra dell’entusiasmo dell’amico.
Steve invece è il trascinatore, il carismatico, quello che spinge, incita, non si ferma (quasi) mai.
Ma non li vedremo mai davvero correre per le strade della città americana: la maratona rimane piuttosto un sogno, un obiettivo lontano, quasi mitico.
Quello che viviamo è il loro allenamento, fatto di dialoghi che si fanno man mano più serrati e che rivelano, o cercano di rivelare, quello che sono e quello che è successo nelle loro vite. Passo dopo passo emergono ricordi, paure e rimpianti, fino a quello che appare un doloroso passo finale.
"Maratona di New York" è un film è diretto da Luca Franco tratto dall’omonima pièce teatrale di Edoardo Erba del 1993, tradotta in 17 lingue e rappresentata in tutto il mondo.
Una trama originale che, nonostante i flash-back, mantiene spesso l'impostazione teatrale di partenza, in un crescendo di pathos e drammaticità sospesa che non lasciano indifferenti gli spettatori.
Voto: 8/10
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