L'ombra di Caravaggio - (Michele Placido, 2022 - Recensione - Con Riccardo Scamarcio, Louis Garrel, Isabelle Huppert
Il film racconta gli ultimi anni di vita di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, tra il 1606 e il 1610, anno della sua morte.
Caravaggio è protetto dalla potente famiglia Colonna, in particolare da Costanza Colonna, ma è inviso a molte persone a Roma, così come alle gerarchie ecclesiastiche che indagano su di lui tramite una sorta di inquisitore noto come l'Ombra.
È la sua vita ribelle e spericolata che gli causa i maggiori problemi, culminata con l'assassinio, durante una sorta di duello con le spade, di Ranuccio Tomassoni, un delinquente, già suo amico, che guadagna da vivere sfruttando le prostitute.
I suoi, peraltro ammiratissimi, dipinti sono invece la causa dei problemi con molti personaggi della Chiesa.
Considerati scandalosi per il modo in cui sono rappresentate le scene e, soprattutto, per la scelta di utilizzare reietti del popolo come modelli per personaggi sacri — come, ad esempio, una nota prostituta per la figura della Madonna, nel dipinto La morte della Vergine — rischiano spesso di finire al rogo.
Nel film si racconta infine della morte del Caravaggio in modo non conforme alle più accreditate teorie storiche, peraltro non certe.
"L'Ombra di Caravaggio" è un potente, suggestivo (e un po' grondante) film in cui Michele Placido figura sia come regista che come co-autore della sceneggiatura.
Eccezionale la fotografia, di Michele D'Attanasio, che ripropone in modo sorprendente gli stessi sfumati e le stesse "ombre" che si ammirano nei quadri del Caravaggio.
Buona l'interpretazione del protagonista da parte di Riccardo Scamarcio.
voto: 7.5/10
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