Ride - (Valerio Mastandrea, 2018) - Recensione - Con Chiara Martegiani, Arturo Marchetti, Renato Carpentieri
Si intuisce che Mauro, un giovane operaio, muore in un incidente sul lavoro.
La sua compagna Carolina, rimasta sola con il figlio di dieci anni, si trova improvvisamente in una dimensione sospesa, fatta anche di rituali e aspettative sociali.
Tutto il paese si prepara al funerale, e intorno a lei si muove una comunità che sembra sapere già come ci si deve comportare in questi casi: piangere, disperarsi, condividere pubblicamente il lutto.
Carolina però non riesce a farlo. Non piange, non urla, non si lascia andare a quella sofferenza visibile che gli altri si aspettano da lei. Il suo dolore è muto, trattenuto, incomprensibile agli occhi di chi la circonda.
Questo per lei diventa un cruccio, e si sentirebbe obbligata a rappresentarlo secondo un copione prestabilito, ma non ci riesce...
"Ride" è un interessante e delicato film scritto e diretto da un sorprendente Massimo Mastandrea.
Ottima la scelta di Chiara Martegiani nel ruolo di protagonista, che anche lei dall'aspetto fisico appare un pò fuori dai canoni usuali.
Curate le musiche della colonna sonora.
Voto: 8.5/10
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