Blue Kids - (Andrea Tagliaferri, 2017) - Recensione - Con Fabrizio Falco, Matilde Gioli, Agnese Claisse
Gianmaria e Claire sono due fratelli attorno ai 20 anni che sembrano vivere senza morale, radici o prospettive, immersi in un vuoto esistenziale che li porta a compiere piccoli furti e a consumare la vita in modo superficiale.
Neanche la morte della madre li scuote. Pensano solo ai soldi dell'eredità.
Ma alla lettura del testamento scoprono che l’eredità spetta interamente al padre, divorziato e con una nuova compagna. Un uomo autoritario che vorrebbe farli lavorare nel suo grande allevamento di polli.
Umiliati e incapaci di accettare quella condizione, i due decidono di ribellarsi.
Claire convince un ragazzo innamorato di lei a partecipare a una rapina (vestiti da cosplayer, forse per non essere facilmente riconosciuti) contro il padre e la sua compagna.
L’azione degenera in tragedia: il doppio omicidio diventa il punto di non ritorno.
Da quel momento vivono seminascosti in strutture ricettive deserte, data la stagione lontana dal periodo vacanziero, sempre apparentemente privi di qualsiasi senso di colpa.
Nella loro apatica volontà di autodistruzione coinvolgono la cameriera, ragazza madre bisognosa di denaro.
"Blue Kids" è un interessantissimo e coinvolgente film, opera prima di Andrea Tagliaferri, sponsorizzato da Matteo Garrone.
Trama e dialoghi curatissimi così come le suggestive inquadrature.
Notevoli e adatti ai loro personaggi i protagonisti Fabrizio Falco e Agnese Claisse (figlia di Laura Morante).
Belle e inusuali le musiche di Leonardo Milani.
Voto: 8.5/10
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