Senza sangue - (Angelina Jolie, 2024) - Recensione - Con Salma Hayek, Demián Bichir
Inizio del XX secolo: in una imprecisata terra di confine segnata da guerre civili e vendette, un gruppo di uomini armati assalta una fattoria isolata.
Il padre e il fratello della piccola Nina vengono uccisi. Lei riesce a salvarsi perché nascosta dal padre sotto il pavimento, ma ha udito tutto.
Passano molti anni: Nina è ormai adulta, segnata dal trauma ma determinata a confrontarsi con il passato.
Rintraccia Tito. E' uno degli uomini che parteciparono all’eccidio, ma anche quello che, all'insaputa degli altri, la risparmia anche se si è accorto della sua presenza.
Il loro incontro non sembra casuale quanto "inevitabile".
Nina invita, o sarebbe meglio dire, costringe Tito a seguirla in un bar.
Il loro dialogo diventa un faccia a faccia teso, dove emergono colpa, memoria e desiderio di giustizia.
Il film si concentra sul loro confronto: Nina avrebbe l’occasione di vendicarsi, ma non lo fa...
"Senza sangue" è un film diretto da Angiolina Jolie che segue piuttosto fedelmente l'omonimo romanzo di Alessandro Baricco, del 2002.
Alla prima parte, piuttosto violenta e vagamente splatter, ne segue una quasi interamente dialogata, che può risultare eccessivamente dilatata e “letteraria”.
Buone le interpretazioni degli attori e curata, sebbene minimalista, regia della Jolie.
Probabilmente è un film che piacerà agli estimatori del modo di scrivere di Baricco, mente altri lo troveranno lento e un po' didascalico.
Voto; 6.5/7
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