Rosa - (Katja Colja, 2019) - Recensione - Con Lunetta Savino, Boris Cavazza
Rosa è una donna triestina di sessant’anni.
Il suo lungo matrimonio con Igor, sloveno, è in crisi profonda. Oramai dormono e mangiano in stanze separate se non quando li raggiunge la figlia Nadia che (forse) non sa del loro vivere da separati in casa.
Certamente il dolore per la perdita dell’altra figlia, Maja — scomparsa in mare durante una tempesta — ha svuotato il loro rapporto.
La stanza di Maja è chiusa da allora, e Rosa ne custodisce la chiave, mentre Igor, di nascosto, restaura la barca della ragazza per rimetterla in mare.
Un giorno, cercando una foto della figlia per la lapide, Rosa trova un indizio che la porta nel salone di Lena, parrucchiera esuberante che nel retrobottega ogni giovedì organizza incontri tra donne vendendo lingerie e sex toys. Scopre così che Maja era sentimentalmente legata a Lena.
Inizialmente turbata, Rosa decide di esplorare quel mondo sconosciuto, intraprendendo un percorso di riscoperta personale.
"Rosa" è un film scritto e diretto dalla triestina Katja Colja. Un film decisamente diverso dalla media dei film in circolazione.
Ottimamente recitato e con una trama coinvolgente e originale, riesce a tratteggiare personaggi e sentimenti con profondità e precisione realistica.
Significativa la prova di Lunetta Savino che interpreta Lena, candidata per questo lungometraggio al David di Donatello.
Voto: 8/10
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