Mountainhead - (Jesse Armstrong, 2025) - Recensione - Con Steve Carell, Ramy Youssef
Randall, Hugo, Venis e Jeff sono quattro ex soci di una startup rivoluzionaria, ora potentissimi miliardari e rivali.
Si ritrovano nel lussuoso rifugio di montagna di Hugo, il più "povero" del gruppo, per un weekend che dovrebbe essere di relax.
Ma il mondo fuori è in pieno caos, sconvolto da una nuova intelligenza artificiale creata da uno di loro che sta creando una crisi planetaria.
Questo diventa occasione per alleanze, tradimenti e calcoli spietati di individui che alla fine si scoprono essere anche assai maldestri...
"Mountainhead" si svolge quasi completamente in una grande e modernissima villa di 2000 metri quadrati effettivamente esistente nello stato statunitense dello Utah.
Questo porta il film ad essere piuttosto teatrale e un po' claustrofobico.
I dialoghi stringati, soprattutto nella prima parte, con termini pseudo-tecnici e nomi delle app inventati rendono non facile la comprensibilità della pellicola, che peraltro risulta essere di stretta attualità, compreso il rapporto di Venis con il Presidente degli USA.
Un thriller satirico interessante e inquietante che mescola potere, tecnologia e dilemmi etici.
Voto: 7/10
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