Il piccolo inquilino - (Nadège Loiseau, 2016) - Recensione - Con Karin Viard, Philippe Rebbot
Nicole è una donna di 49 anni che tutti i giorni deve far fronte, praticamente da sola, alle esigenze sua numerosa famiglia.
Il marito, ex stella nascente dell'atletica francese, disoccupato e deluso, che presta gratuitamente servizio nella palestra del paese.
L'anziana madre, reduce da un ictus e non autosufficiente.
L'immatura figlia e la bambina di quest'ultima.
Un figlio militare impiegato nei sottomarini come cuoco
Lavora senza entusiasmo come casellante delle autostrade ed è psicologicamente provata perché ritiene di non avere mai vissuto appieno le tappe di crescita dei figli.
I malesseri che riteneva potessero essere premonitori della menopausa, si rivelano invece sintomi di una gravidanza assolutamente inaspettata e indesiderata.
Dovrà decidere se accogliere questo nuovo "inquilino", che certamente aumenterebbe il suo già gravoso carico di lavoro, o interrompere la gravidanza.
"Il piccolo inquilino" è un garbato film scritto e diretto dalla regista Nadège Loiseau.
Un’opera accessibile e quasi popolare, la cui trama, vivace e interessante, affronta con leggerezza temi importanti senza mai perdere ritmo.
Nicole è interpretata magistralmente da Karin Viard, che risulta senza dubbio la migliore del nutrito cast di attori.
Voto: 7/10
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