Era Ora - (Alessandro Aronadio, 2022) - Recensione - Con Edoardo Leo, Barbara Ronchi
Dante è un quarantenne sempre di corsa e in ritardo per il lavoro, finendo per trascurare la fidanzata Alice e gli affetti.
La sera del suo compleanno, dopo essersi addormentato, si risveglia inspiegabilmente un anno dopo, nel giorno del compleanno successivo, senza alcun ricordo dei dodici mesi trascorsi.
Da quel momento, ogni volta che si addormenta, salta avanti di un anno, assistendo solo a frammenti della propria vita: la gravidanza di Alice, la nascita della figlia, le crisi di coppia.
Intrappolato in questo loop temporale, Dante è costretto a fare i conti con il tempo che scivola via e a capire che non si può “accumulare” per il futuro, ma va vissuto nel presente.
"Era Ora" è un film ispirato a "Come se non ci fosse un domani - Long Story Short" scritto da Josh Lawson.
Non è certamente il primo film in cui il protagonista vive in un incubo temporale. Qui, però, non rivive sempre lo stesso giorno, ma "solo" il giorno del suo compleanno, mentre il tempo, in realtà, passa. Dante, del resto dei 364 giorni, non si ricorda nulla anche se ovviamente avvengono parecchie cose.
Non è certo la verosimiglianza una dote di questo film, la cui eccessiva assurdità, almeno nella parte iniziale, può lasciare alquanto perplessi. Poi emergono meglio le "motivazioni" di questo racconto.
Recitazione buona, in particolare per la simpatica compagna del protagonista Dante (Edoardo Leo), che è interpretata da Barbara Ronchi.
Voto: 7/10
/image%2F1103575%2F20250824%2Fob_132006_oip.jpg)