Denti da squalo - (Davide Gentile, 2023) - Recensione - Con Tiziano Menichelli, Stefano Rossi Giordani, Virginia Raffaele
Walter, 13 anni, ha appena perso il padre in un incidente sul lavoro e ha un rapporto assai teso con la madre.
Vagando in solitudine, scopre una villa apparentemente abbandonata con una piscina dentro cui nuota (praticamente prigioniero) uno squalo.
Lì conosce Carlo, un ragazzo più grande che millanta di essere custode e gli rivela che la villa appartiene a un boss criminale, il Corsaro.
Tra piccoli furti per mantenere in vita il pescecane e legami pericolosi con una gang locale, Walter si avvicina sempre più a quel mondo di delinquenti formato da squali che hanno sempre uno squalo più forte che gli sta sopra.
Tutto sommato, lo squalo vero, al quale Walter finisce per affezionarsi, diventa l'essere più dignitoso e meno pericoloso, tanto da portarlo, con l'aiuto della madre e Carlo, a liberalo in mare aperto.
"Denti da squalo" è un film di formazione in cui sono evidenti almeno un paio di elementi poco plausibili:
- Difficilmente in una piccola piscina di una villa semiabbandonata può vivere uno squalo (come minimo dovrebbe essere di acqua di mare)
- La cattura (risolta molto rapidamente) e il rilascio del grosso animale non è alla portata dei 3 personaggi coinvolti.
Questo potrebbe essere accettabile se il film fosse configurato come una sorta di fiaba ambientata nella periferia metropolitana, ma i molti aspetti prealistici cozzano contro questo aspetto.
Un film disuniforme, con alcuni aspetti riusciti, altri meno.
Voto: 6/10
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