Una voce fuori dal coro - (Yohan Manca, 2021) - Recensione - Con Maël Rouin Berrandou, Judith Chemla
Nour è un quattordicenne che vive in un quartiere popolare della Francia meridionale con i suoi tre fratelli maggiori, assai poco raccomandabili e molto diversi da lui, introverso e timido.
Dopo la perdita del padre e con la madre in coma, Nour è costretto a crescere in fretta, aiutando economicamente la famiglia.
Durante un'estate difficile, Nour scopre la sua passione per l'opera lirica grazie a Sarah, un'insegnante di canto che lo introduce in un mondo di musica e armonia. La sua voce, inizialmente timida, si trasforma in un talento sorprendente, offrendogli una via di fuga dalle difficoltà quotidiane.
"Una voce fuori dal coro" (titolo originale "La Traviata, My Brothers and I") è un film scritto e diretto dal regista scrittore, attore e produttore francese Yohan Manca.
Il film è stato accolto positivamente per la sua delicatezza e poesia nel raccontare il percorso di crescita del protagonista.
La fotografia, anche grazie ai colori del sud della Francia, è piuttosto suggestiva e il cast di giovani talenti (molti di origine magrebina) valido.
A mio avviso però poteva essere realizzato in modo più incisivo ed interessante di quanto è stato invece il risultato.
Voto: 7/10
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