Thelma - (Josh Margolin, 2024) - recensione - Con June Squibb, Fred Hechinger
Thelma è una sveglia nonna di 93 anni che, nonostante i numerosi acciacchi più o meno gravi dovuti all'età, vive da sola nella sua vecchia abitazione.
Ad accudirla saltuariamente si presta l'affettuoso nipote ventiquattrenne, disoccupato e in carenza di stima (abbastanza giustificata) in se stesso.
Quando Thelma rimane vittima di una delle più comuni truffe telefoniche, né nipote, né i poco raziocinanti genitori, né le forze dell'ordine sembrano in grado di aiutarla a recuperare i 10.000 dollari che aveva ingenuamente spedito agli autori della truffa.
A questo punto, all'insaputa di tutti, l'anziana signora cerca di prendere in mano la situazione facendo, contro i laschi controlli altrui, tutto da sola.
A bordo di un triciclo elettrico da anziani di un suo vecchio amico - l'unico della combriccola che sembra, sebbene parzialmente, in sé - che, suo malgrado, si sente costretto a seguirla, parte alla ricerca della refurtiva.
"Thelma", primo lungometraggio di Josh Margolin, narra una storia purtroppo comune, abbondando di dettagli, invece, spesso assai poco plausibili.
Un film leggero e ironico non privo di difetti ma tutto sommato "guardabile".
Thelma, 93 anni, è interpretata da June Squibb, una attrice che di anni ne aveva 94, mentre l'amico coetaneo, interpretato da quel Richard Roundtree che negli anni '70 fu il protagonista della nota serie di telefilm "Shaft", ai tempi delle riprese del film aveva "solo" 81 anni.
Voto: 7/10
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