Hey Joe - ( Claudio Giovannesi, 2024) - recensione - Con James Franco, Francesco Di Napoli, Giulia Ercolini
Dean Barry è un veterano americano della Seconda Guerra Mondiale.
Dopo venticinque anni decide di tornare in Italia per conoscere suo figlio, nato da una relazione avuta nel 1944 con Lucia, una donna napoletana.
A spingerlo, un telegramma spedito nel 1956 e ricevuto con 13 anni di ritardo. Lo informava della morte di Lucia e del figlio che voleva conoscerlo.
Certamente iI senso di colpa (lui sapeva che Lucia era incinta, quando l'aveva abbandonata nel 1944) e una vita fallimentare alle spalle in America hanno contribuito alla decisione.
Dean spera di recuperare il tempo perduto e costruire un legame con suo figlio Enzo, ma la realtà che lo attende è ben più complessa.
Enzo è ormai un uomo cresciuto in un ambiente difficile, sotto la protezione di un boss della malavita locale, e non mostra alcun interesse a conoscere il padre biologico.
"Hey Joe" è un notevole film del 2024 scritto e diretto da Claudio Giovannesi, con James Franco nel ruolo del protagonista.
Ottimamente girato in una Napoli che, tra umanità e degrado, anche 25 anni dalla fine del conflitto ne mostra ancora i segni.
I dialoghi, in inglese e in napoletano stretto, sono sottotitolati, ma sarebbe stato auspicabile rendere il napoletano più comprensibile. Totò, ad esempio, era sempre perfettamente intelligibile, dimostrando che il dialetto napoletano può essere accessibile anche al grande pubblico.
Voto: 8/10
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