I pionieri - (Luca Scivoletto, 2022) - Recensione - Con Mattia Bonaventura, Francesco Cilia
Enrico è un dodicenne nella democristiana Sicilia degli anni '90.
Figlio di militanti comunisti, segue spesso, suo malgrado, il padre (con velleità politiche) nei tour presso le sezioni del partito.
A comparire ogni tanto nell'immaginario di Enrico per dargli (sempre suo malgrado) qualche parere e consiglio, è un altro Enrico, di cui probabilmente il padre gli racconta spesso: Berlinguer.
Deciso quell'estate ad evitarle il tour con il papà, organizza di fuggire di casa con l'amico di giochi e di fede politica Renato, ancora più indottrinato di Enrico.
Il loro obiettivo è riformare il mitologico campeggio dei "Pionieri", un gruppo scout di ispirazione comunista ormai scomparso. Inaspettatamente, si unisce a loro Vittorio Romano, figlio di un personaggio di estrazione popolare e di fede destrorsa, noto per il suo comportamento da bullo nel paese.
I tre si accampano con qualche difficoltà tecnica nel bosco vicino al paese, non lontano da una base militare americana.
Ad aiutarli (con una certa sufficienza) Margherita, una ragazzina italoamericana tredicenne scappata dal vicino campo scout per i figli dei militari della base. Il suo fine è invece recarsi in un vicino paese dal padre, in procinto di separarsi dalla madre (americana) che lavora nella base.
Non richiesto, Enrico, e poi anche gli altri due compari, tenterà di aiutare Margherita ad attraversare il bosco per ricongiungersi con il padre.
"I pionieri" è un film parzialmente autobiografico scritto e diretto da Luca Scivoletto, alla sua prima esperienza in lungometraggi.
Nonostante qualche (non so se voluta o meno) imprecisione o ingenuità, il film risulta molto carino, per prendere il volo soprattutto nella seconda parte.
Voto: 8/10
/image%2F1103575%2F20250413%2Fob_f9d91a_coverlg-home.jpg)