La stanza accanto - (Pedro Almodóvar, 2024) - Recensione - Con Tilda Swinton, Julianne Moore, John Turturro
Martha è una reporter di guerra gravemente malata che decide di porre fine alla sua esistenza tramite una pillola, illegale, recuperata tramite il "dark web".
Per farlo con quello che lei ritiene il giusto stato d'animo, affitta per un mese una bella villa isolata immersa in un bosco non distante da New York. Vorrebbe accanto, anzi, "nella stanza accanto" la presenza di una amica.
L'unica che accetta il gravoso compito, che potrebbe avere anche ripercussioni di tipo legale, è la ritrovata amica Ingrid, scrittrice di successo. Si erano allontanate anni prima, dopo che avevano avuto lo stesso compagno...
"La stanza accanto" è un film sceneggiato e diretto da Pedro Almodovar, tratto dal romanzo "Attraverso la vita" di Sigrid Nunez.
Intenso e certamente più intimo delle produzioni precedenti del noto regista spagnolo, si avvale delle eccellenti interpretazioni di celebrate attrici quali Tilda Swinton (Martha) e Julianne Moore (Ingrid).
La Swinton interpreta anche sua figlia, avuta da lei in giovane età che, in parte per il lavoro che svolgeva e in parte per il suo carattere, Martha aveva trascurato.
Ma un altro protagonista della pellicola ritengo sia la bella casa scelta da Martha come luogo per lasciare questo mondo. Curiosamente, non si trova negli Stati Uniti ma in Spagna, nei boschi del monte Abantos, a circa cinqunta chilometri a nord ovest di Madrid.
Si tratta di casa Szoke, progettata dallo studio Aranguren&Gallegos Arquitectos e costruita nel 2019.
Voto: 8.5/10
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