Houria - La voce della libertà - (Mounia Meddour Gens, 2022) - Recensione - Con Lyna Khoudri, Rachida Brakni
Houria è una ragazza che vive in Algeria.
La sua vita si divide tra il lavoro di cameriera e la passione per la danza classica.
Una terza, pericolosa attività la fa di notte, quando partecipa a scommesse clandestine di cruenti lotte tra arieti che si prendono a testate. Lo scopo è di racimolare denaro per acquistare un'automobile alla madre, che però è all'oscuro di questa vita segreta.
In una di queste notti subisce una violenta aggressione da parte di un ex terrorista (graziato) che tenta di derubarla dell'ultima vincita.
A causa della conseguente rottura delle caviglie interromperà la sua attività di danzatrice. Inoltre, il trauma per l'aggressione subita le toglierà l'uso della parola.
Grazie alla madre, un'amica e la solidarietà un gruppo di donne con problemi simili ai suoi Houria troverà la forza per risollevarsi.
" Houria - La voce della libertà" (titolo originale il più semplice e appropriato "Houria") è un bel film scritto e diretto dalla regista e sceneggiatrice franco-algerina Mounia Meddour, al suo secondo lungometraggio dopo "Non conosci Papicha" (vedi qui).
Un film di rinascita e di ricerca della libertà per una donna all'interno di una società che certo non facilita questo percorso.
Ottimi i dialoghi, così come la recitazione.
Suggestiva la colonna sonora, che include brani di musica classica e canzoni italiane.
Voto: 7.5/10
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