Holy Spider - (Ali Abbasi, 2022) - Recensione - Con Mehdi Bajestani, Zahra Amir Ebrahimi
Raahimi è una giovane e determinata giornalista che vuole scoprire la verità dietro una serie di brutali omicidi avvenuti nella città santa di Mashhad, in Iran.
Un killer, noto come il "Ragno", prende di mira donne emarginate, principalmente lavoratrici del sesso, giustificando le sue azioni come una missione per "purificare" la città.
Il film esplora temi relativi alla moralità, all'ipocrisia e alla giustizia nella società islamica, rivelando un paese diviso tra indignazione e complicità.
"Holy Spider" è un film scritto e diretto da Ali Abbasi, regista e sceneggiatore iraniano naturalizzato danese.
Abbasi ha vissuto in Iran durante il periodo in cui agiva il vero serial killer che ha ispirato la vicenda.
Pur avendo sottoposto il progetto al "Ministero della cultura e dell'orientamento islamico" iraniano, è stato costretto a girare la pellicola in un altro paese perchè dal ministero non arrivavano le autorizzazioni.
La figura della giornalista, inventata, è efficace per meglio mettere in luce le condizioni delle donne in quella società.
Un film spesso crudo, ma ben realizzato e recitato.
Voto: 8/10
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