Gli indesiderabili - (Ladj Ly, 2023) - Recensione - Con Anta Diaw, Alexis Manenti, Aristote Luyindula
In un sobborgo parigino vive Haby, una giovane donna di origine maliana profondamente radicata nella sua comunità. Lavora come stagista al comune e fa volontariato in un’associazione che si batte per i diritti abitativi e l’integrazione.
La morte improvvisa del sindaco in carica porta all’elezione di Pierre Forges, un pediatra inesperto di politica. Forges propone metodi repressivi e controversi per la riqualificazione del quartiere, che prevedono la demolizione del “Bâtiment 5”, l’edificio dove Haby vive con la sua famiglia e molti altri residenti. La notizia della demolizione scatena una reazione immediata nella comunità, e Haby si trova in prima linea a combattere contro il nuovo sindaco e le sue politiche.
"Gli indesiderabili" è il secondo lungometraggio scritto e diretto dall'attore, regista e sceneggiatore francese originario del Mali Ladj Ly.
Il film esplora le dinamiche di potere, le disuguaglianze sociali e la lotta per la sopravvivenza in un contesto di emarginazione, contesto dove Haby diventa un simbolo di resistenza, incarnando la forza della comunità e la determinazione a far sentire la propria voce.
Un film a mio avviso più costruito e meno immediato del suo precedente "I Miserabili" (vedi qui), dove si trattava un contesto simile (come fin troppo simile è il titolo) che Ladj Ly conosce bene.
Voto: 7/10
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