Dicono di te - (Umberto Riccioni Carteni, 2024) . Recensione - Con Max Giusti, Paolo Calabresi
Giancarlo è un autore di programmi televisivi, un cinquantenne cha avuto un certo successo e realizza i suoi "format" con numerosi collaboratori che tratta con ruvida sufficienza.
Recentemente, appare in difficoltà nel rinnovare i suoi lavori, anche perché il pubblico a cui si rivolge è formato perlopiù da anziani, che vorrebbero vedere solo situazioni note.
Di malavoglia, accetta di presenziare al funerale di sua nonna, dove l'unica persona oltre a lui era quella di Bernardo, un rustico ma abile cugino di cui neanche sapeva l'esistenza.
Sfrattato dalla casa della nonna, dove viveva, Bernardo riesce, malgrado le resistenze di Giancarlo, a farsi ospitare nella sua casa, dove vive assieme alla moglie.
Convince anche, un po' incredibilmente, Giancarlo di avere imparato dalla nonna degli antichi metodi che gli consentono di sapere quello che le persone dicono di lui, influenzando (disastrosamente) le sue azioni e le sue scelte...
"Dicono di te" è un film (leggero) sul mondo dei format televisivi scritto dal protagonista, Max Giusti. La trama poteva portare ad un film, se non memorabile, quantomeno simpatico. Invece a mio avviso la pellicola stenta a decollare, anche a causa di recitazioni deludenti, probabilmente in parte dovute a dialoghi piuttosto approssimativi.
L'unico che ne esce abbastanza bene direi che è Paolo Calabresi, che interpreta Bernardo.
Voto: 5/10
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