Cattiverie a domicilio - (Thea Sharrock, 2023) - Recensione - Con Olivia Colman, Jessie Buckley
Inghilterra, 1922.
A Littlehampton, una cittadina in riva al mare a sud di Londra, stanno facendo scalpore le lettere clamorosamente oscene che la signorina Edith Swan, una donna non più giovanissima, timorata di Dio, continua a ricevere. Edith vive, alquanto repressa, con i genitori e l'autoritario padre.
La principale sospettata per queste missive è la sua vicina di casa, Rose. Irlandese, madre ma senza marito (che afferma essere caduto in guerra), Rose ha un aspetto e atteggiamenti completamente opposti a quelli di Edith.
Ribelle, anticonformista e sboccata, è la vittima sacrificale ideale per gli agenti che indagano, in modo superficiale e pregiudizievole, sul caso.
Giustamente dubbiosa è invece l'unica agente donna del comando. Sebbene bullizzata dai colleghi, riesce, con l'aiuto di alcune comari alle quali Rose è tutto sommato simpatica, a scovare il vero colpevole.
Dai titoli di coda, si evince che l'incredibile storia è invece tratta da un caso realmente accaduto.
Probabilmente, immagino in fase di sceneggiatura, la vicenda è stata romanzata per renderla più vivace, conferendo ai personaggi caratteristiche più definite, al limite del credibile.
Però la pellicola è estremamente godibile e la recitazione impeccabile, in particolare quella di Edith, interpretata da Olivia Colman.
Per Rose è stata scelta Jessie Buckley che, anche per l'aspetto fisico, fa pensare ad una donna certamente più moderna delle altre.
Voto: 7.5/10
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