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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Strategia del ragno - (Bernardo Bertolucci, 1970) - Recensione - Con Alida Valli, Giulio Brogi

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Il film è ambientato a Tara, un paese (dal nome inventato) nella zona di Mantova, attorno alla metà degli anni '60.

Athos Magnani, un trentenne, torna in treno a Tara, la sua città natale, su invito di Draifa, l'ex amante di suo padre.

A suo padre, eroe antifascista suo omonimo e di aspetto molto simile a lui, sono dedicate una via del paese, una statua e un circolo culturale.

Come si legge sul cippo che sostiene il suo busto, nella piazza del paese, Athos Magnani senior fu ucciso nel 1936 dal piombo fascista, diventando così il simbolo dell'eroe antifascista del paese.

Draifa desidera che Athos indaghi sulle circostanze mai del tutto chiarite del suo assassinio, avvenuto all'interno del teatro del paese durante la rappresentazione dell'opera verdiana "Rigoletto".

Per lui l'accoglienza nel piccolo paese, popolato soprattutto da anziani, è quantomeno fredda. Riesce comunque, malgrado alcune resistenze, a contattare i compagni che erano stati più vicini al padre trent'anni prima scoprendo che non tutto è come veniva raccontato.

 

"Strategia del ragno" è un film per la televisione che vidi ai tempi della sua uscita (1970)- Ricordo che mi lasciò parecchio impressionato.

Rivisto recentemente, non mi ha affatto deluso, anzi.

La versione è quella restaurata dalla Fondazione Cineteca di Bologna, che ha fatto un ottimo lavoro per quanto riguarda le immagini, mentre l'audio è ancora decisamente carente.

Il regista, Bernardo Bertolucci, ha seguito anche la sceneggiatura, che si poggia su un romanzo di Borges del 1944, "Tema del traditore e dell'eroe", che però è ambientato nell'Irlanda del 1824.

Straordinaria è l'atmosfera che nasce tra gli scrostati e sonnecchiosi portici del paese, così come straordinaria è la recitazione. Non tanto quella degli attori protagonisti (Gulio Brogi, Alida Chelli, Tino Scotti), buona ma, come dire, "professionale", quanto quella degli attori comprimari e delle comparse del paese.

Particolarmente notevole ho trovato la prova di Pippo Campanini nel ruolo di Gaibazzi, un compagno del padre.

Curiosa la scelta di utilizzare nei flash-back gli stessi attori senza particolari trucchi di ringiovanimento, nonostante il salto di 30 anni. Questo approccio è ovviamente corretto per Athos, ma non lo sarebbe per gli altri.

Nonostante ciò la storia rimane perfettamente comprensibile pur nella sua relativa complessità, ma solo fino all'ancora più enigmatico finale.

Un film da vedere.

 

Voto: 9/10

 

 

 

 

Strategia del ragno - (Bernardo Bertolucci, 1970) - Recensione - Con Alida Valli, Giulio Brogi
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