La vita accanto - (Marco Tullio Giordana, 2024) - Recensione - Con Sonia Bergamasco, Paolo Pierobon, Valentina Bellè
Maria è una donna che vive in una grande e lussuosissima casa storica di Vicenza.
Accanto a lei il marito Osvaldo, ginecologo, più anziano di lei, e la di lui sorella Erminia, pianista, che abita e si esercita al piano superiore.
La casa appartiene storicamente alla famiglia di Osvaldo ed Erminia.
La nascita di Rebecca, figlia di Maria e Osvaldo, segna un punto di svolta tragico nella vita di Maria, minando profondamente la sua salute mentale.
La causa, o forse il pretesto di una sorta di depressione post-partum difficile da gestire, è una vistosa "voglia" (scientificamente definita angioma piano) presente sulla guancia destra di Rebecca.
Maria praticamente si ritira nella sua stanza e pretende di "proteggere" la figlia da sguardi giudicanti limitando la vita di Rebecca a una sorta di segregazione.
Questa situazione inizia a cambiare, grazie soprattutto alla zia, a partire dall'ingresso di Rebecca alle scuole elementari, un momento che Maria sperava di evitare.
Da qui inizia il faticoso lavoro di crescita personale della bambina, mentre nella mente della madre si affollano sensi di colpa e angosciosi dubbi, veri o presunti, sulla cognata.
"La vita accanto" è un film scritto e diretto da Marco Tullio Giordana (con l'aiuto di Marco Bellocchio per la sceneggiatura) a mio avviso ingiustamente snobbato dalla critica.
Ho trovato la pellicola, pur nei canoni di un film tradizionale, interessante e decisamente inusuale per il tema trattato e il suo sviluppo.
I personaggi risultano ben caratterizzati anche grazie ad una ottima recitazione.
Strepitoso il personaggio della prima amichetta di Rebecca, l'anticonformista bambina Lucilla.
Il film è tratto dall'omonimo romanzo di Maria Pia Veladiano.
Voto: 8.5/10
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