Con la grazia di un Dio - (Alessandro Roja, 2023) - Recensione - Con Tommaso Ragno, Maya Sansa
Dopo venticinque anni nei quali si era "rifatto una vita", Luca torna nella sua città natale Genova per partecipare al funerale del suo migliore amico d'infanzia Vincenzo.
Qui ritrova i vecchi compagni, che a differenza sua non sono riusciti a staccarsi completamente da un passato border line.
Mentre tutti intorno a lui considerano la morte dell’amico come il naturale epilogo di una vita vissuta tra eccessi, Luca ha dei dubbi: è convinto che dietro quell’evento possa nascondersi qualcosa di più oscuro.
Deciso a trovare la verità, si immerge nei ricordi del passato e nelle strade mutate della sua città natale che lo costringeranno a confrontarsi con fantasmi sepolti del passato.
Nel corso della sua (assai sommaria) indagine, emergono frammenti di segreti e verità che mettono in discussione non solo la storia dell’amico, ma anche la sua stessa identità, trasformando il suo viaggio in un percorso interiore carico di mistero e tensione.
"Con la grazia di un Dio" è un film scritto e diretto da Alessandro Roia, al suo primo lungometraggio.
La struttura è quella di un cosiddetto "noir", dove c'è molto di non detto sul passato dell'ex ragazzo "con gli occhi da pazzo" Luca (interpretato da Tommaso Ragno), sul presente degli altri coprotagonisti e sul vero motivo della morte di Vincenzo.
Gli occhi da pazzo torneranno sull'altrimenti imperturbabile e un po' monotono volto di Luca quando, giustiziere sommario e sbrigativo, deciderà, "con la grazia di un Dio", su chi rivolgere la sua mai sopita natura che i compagni avevano conosciuto nel Luca ventenne.
Finale (pretenziosamente simbolico) assai misterioso.
Inutili la scena iniziale e quella conclusiva dello squartamento di un grosso pesce, anche queste pretenziosamente simboliche.
Voto: 7/10
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