Campo di battaglia - (Gianni Amelio, 2024) - Recensione - Con Alessandro Borghi, Gabriel Montesi, Federica Rosellini
Italia, 1918, prima guerra mondiale.
Stefano e Giulio sono ufficiali medici in un ospedale militare, legati da un'amicizia che dura da anni, ma con visioni diametralmente opposte del loro compito. Mentre il primo ricaccia al fronte i poveracci feriti non appena riescono a tenersi in piedi, il secondo si lascia impietosire dai casi più disperati che vorrebbero tornare a casa, talvolta aggravando, temporaneamente, le loro condizioni per ottenere quello scopo.
Tra loro, Anna, compagna di università.
Anna e Stefano iniziano a sospettare delle pratiche illecite di Giulio e la donna, dapprima solidale con Stefano, si troverà a riflettere su alcune sue scelte, rivelatesi quantomeno poco misericordiose
Nel frattempo, la terribile influenza spagnola inizia a diffondersi, aggiungendo un ulteriore strato di drammaticità alla già complessa situazione.
"Campo di battaglia" è un film diretto da Gianni Amelio sulla base del romanzo "La sfida" di Carlo Patriarca.
Molti (troppi?) i temi affrontati dalla pellicola. Ne deriva un film rigoroso, un po' dolente (ma forse non sarebbe potuto essere altrimenti) con una interpretazione intensa (troppo?) di Alessandro Borghi nelle vesti di Giulio.
Voto: 7/10
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