Vermiglio - (Maura Delpero, 2024) - Recensione - Con Tommaso Ragno, Giuseppe De Domenico, Roberta Rovelli
Il film è ambientato a Vermiglio, un piccolo paese montano in provincia di Trento, durante l'ultimo anno della Seconda Guerra Mondiale.
Una modesta casa circondata dai boschi abita la numerosa famiglia Graziadei dove, nonostante le ristrettezze economiche, trova rifugio Pietro, un aitante soldato (disertore) siciliano.
Pietro e la figlia maggiore Lucia iniziano una relazione.
Ma Pietro in Sicilia ha un'altra storia, e, alla fine della guerra, quando torna nel suo paese di origine, la moglie lo uccide per gelosia.
Questo sconvolge la vita di Lucia, che nel frattempo ha dato alla luce la figlia avuta con Pietro, e della sua famiglia...
Dopo il notevole "Maternal" (vedi qui) "Vermiglio" rappresenta il secondo lungometraggio scritto e diretto dalla talentuosa Maura Delpero.
La critica ha generalmente accolto favorevolmente il film, che ha anche vinto il Leone d'Argento al Gran Premio della Giuria di Venezia nel 2024.
Personalmente, rispetto al precedente lavoro, ho trovato la visione di "Vermiglio" decisamente più impegnativa. Per apprezzarlo appieno è necessaria una condizione ottimale di concentrazione e predisposizione: l'uso prevalente del dialetto (sottotitolato) da parte dei personaggi non facilita la comprensione.
A mio avviso, un'eccessiva raffinatezza formale e un rigore filologico possono talvolta compromettere un'opera che, altrimenti, avrebbe il potenziale per essere eccellente.
/image%2F1103575%2F20250119%2Fob_0aa834_vermiglio-cover-1.jpg)