La zona d'interesse - (Jonathan Glazer, 2023) - Recensione - Con Christian Friedel, Sandra Hüller
Auschwitz, 1942.
In una bella villa con giardino vive il comandante del campo di concentramento di Auschwitz, Rudolf Höß, con la moglie Hedwig e i 5 figli.
La casa si trova nella cosiddetta "zona di interesse", così è chiamata l'area attorno al lager.
Il muro perimetrale del grande, verde e ben tenuto giardino coincide con quello del lager.
La famiglia vive in apparente serenità pur essendo sottoposti continuamente ai "fallout" sonori e visivi di quello che succede a poca distanza.
Questo sembra non scalfire la normale quotidianità della famiglia. Si intuisce che solo la madre di Hedwig ad in certo punto che non ne può più e lascia la casa di nascosto, scrivendo un messaggio che la figlia si affretterà a bruciare...
"La zona di interesse" è un film scritto e diretto da Jonathan Glazer sulla base dell'omonimo romanzo di Martin Amis (del 2014) e di ricerche personali.
Pur essendo offerto agli spettatori con effetti video e soprattutto audio cinematograficamente assai significativi e immaginifici del contesto raccontato, la storia è vera.
Racconta una inedita visione del dramma dell'olocausto dalla parte dei carnefici evidenziando quella che è stata chiamata "la banalità del male".
Un film potente, talvolta (probabilmente) volutamente un po' asettico, che utilizza una angosciante colonna sonora di Mica Levi.
Voto: 8/10
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