La mia famiglia a soqquadro - (Max Nardari, 2017) - recensione - Con Gabriele Caprio, Bianca Nappi, Marco Cocci
Per la scuola media, l'amorevole e unita famiglia dell'undicenne Martino decide di iscriverlo in una prestigiosa scuola privata.
Là, oltre ad essere tutti in divisa, con tanto di cravatta rossa (ma esistono ancora?), i compagni di scuola di Martino parrebbero tutti figli di divorziati.
Questo, tuttavia, non sembra turbarli affatto; anzi, il primo giorno di scuola, mentre raccontano delle loro vacanze, i rampolli di famiglie "bene" snocciolano vantaggi invidiabili, come doppi regali e doppie vacanze (una con papà e una con mamma) in località esotiche.
Lui, con genitori uniti e banali vacanze nel paesino foggiano di Troia, si si sente isolato e bullizzato.
La situazione lo porta a pensare che la soluzione sia quella di far litigare i genitori per portarli alla separazione. Prova utilizzando la leva della gelosia approfittando di una ex compagna di scuola del padre che si rivolge a lui (bancario) per la gestione del suo ricco patrimonio...
L'idea che sta sotto a "La mia famiglia a soqquadro" non è male, e apparirebbe abbastanza originale per una commediola leggera.
Il suo sviluppo, a mio avviso, pecca però di troppe situazioni raccontate in modo inaccurato e poco credibile, con personaggi spesso tratteggiati in modo macchiettistico.
Voto: 5.5/10
/image%2F1103575%2F20241101%2Fob_8cfc6d_la-mia-famiglia-a-soqquadro-cena-620x3.jpg)