Green Border - (Agnieszka Holland, 2023) - Recensione - Con Behi Djanati Atai, Agata Kulesza
Un plumbeo e freddo bianco e nero per raccontare il dramma di migranti (con focus su una famiglia siriana) rimpallati al confine tra Bielorussia e Polonia.
Un tragico e crudele gioco politico tra il dittatore bielorusso Lukashenko che così intende destabilizzare l'Unione Europea e una cinica Polonia dalla spietata polizia di frontiera.
Migranti il cui unico aiuto arriva da attivisti presenti nella zona.
La storia comprende il recente esodo di ucraini che fuggono dopo l'invasione del loro paese da parte della Russia di Putin.
"Green Border" (assai poco green, in realtà) è un film scritto e diretto dalla regista polacca Agnieszka Holland, spesso attenta ai contenuti politici.
Non è un film facilissimo da seguire sia per il gran numero di persone coinvolte che per le diverse etnie presenti, che recitano nelle loro rispettive lingue o in un inglese approssimativo con dialoghi sottotitolati. Il doppiaggio in italiano è riservato ai polacchi.
Premiato e ben considerato dalla critica, il film ha attivato le proteste da parte del governo polacco per il modo in cui sono descritte le azioni del paese, considerate ingiuriose.
Voto: 7/10
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