Calcinculo - (Chiara Bellosi, 2022) - recensione - Con Gaia Di Pietro, Andrea Carpenzano
Benedetta è una ragazza quindicenne che vive nelle periferie romane.
Sovrappeso e con una bulimia quasi autodistruttiva, vive con melanconia la sua adolescenza.
La madre, ballerina mancata a causa della precoce gravidanza e per questo frustrata, cerca invano di correggere la tendenza della figlia mentre l'assente padre la tradisce.
A cambiare l'apatia della sua vita, arriva nel malconcio campo di fronte a casa un gruppo di giostrai dove lavora Amanda, un ragazzo dall'identità sessuale fluida.
Disinibito e uso a vendere il suo corpo per soldi, instaura con Benedetta uno strano rapporto che (quasi) si potrebbe chiamare amicizia.
Per Benedetta si tratterà, malgrado tutto, di una apertura a una inaspettata ma rischiosa libertà, iconicamente rappresentata da un giro a quella vecchia giostra dal nome "calcinculo", dove Amanda la farà volare Benedetta verso l'obiettivo della "coda" da acciuffare, obiettivo che però riuscirà a raggiungere solamente da sola.
"Calcinculo" è un'interessante "opera seconda" di Chiara Bellosi su un soggetto di Lucia Giovenali e Maria Teresa Venditti.
Molto bravi i protagonisti (l'esordiente gaia Di Pietro e il carismatico Andrea Carpenzano).
Peccato per molti dialoghi in presa diretta e dialettali quasi incomprensibili, soprattutto di Amanda.
Interessante la colonna sonora di Fabrizio Campanelli e Giuseppe Tranquillino.
Voto: 7.5/10
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