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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Lazzaro Felice - (Alice Rohrwacher, 2018) - Recensione - Con Adriano Tardiolo, Alba Rohrwacher

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In un imprecisato periodo storico, presumibilmente attorno agli anni '90 del secolo scorso, in una isolatissima azienda agricola che produce tabacco 54 braccianti lavorano sotto la dispotica conduzione della tenuta da parte della marchesa proprietaria del fondo.

Questi indivisui sono totalmente inconsapevoli di quanto succede nel mondo, e vivono senza stipendio abitando in squallidi locali della tenuta.

Tra loro c'è Lazzaro, un ragazzo di intelligenza scarsissima ma felice e buonissimo con tutti. Fa amicizia con il viziatissimo figlio della marchesa, temporaneamente presente nella tenuta.

Quando l'anomala condizione di quei braccianti sarà scoperta dalle forze dell'ordine, questi saranno finalmente lasciati andare al di fuori della tenuta, nel mondo "civile".

Oramai inadatti al mondo reale, trascorreranno gli anni a venire in situazioni non migliori di quelle che avevano nella tenuta-prigione, compreso Lazzaro. Quest'ultimo sorprendentemente non invecchiato in quanto deceduto cadendo da una rupe ancora prima della "liberazione" e quindi "resuscitato", come il Lazzaro del Vangelo, decenni dopo l'incidente, da un lupo...  

 

"Lazzaro Felice" è il terzo lungometraggio di Alice Rohrwacher, dopo il bellissimo "Corpo celeste" e "Le meraviglie". Certamente il più strano dei tre, peraltro mai usuali, lavori precedenti.

Questo forse è quello di più difficile fruizione, ma piuttosto lodato dalla critica (premio alla migliore sceneggiatura a Cannes 2018).

 

Voto: 7/10

Lazzaro Felice - (Alice Rohrwacher, 2018) - Recensione - Con Adriano Tardiolo, Alba Rohrwacher
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