Tre di troppo - (Fabio De Luigi, 2023) - Recensione - Con Fabio De Luigi, Virginia Raffaele
Convinti a rimanere senza rampolli (considerati solo una rottura di scatole) e a vivere la vita edonisticamente, senza pargoli zavorranti, la coppia formata da Marco e Giulia si ritrova improvvisamente e misteriosamente a dover accudire a tre bambini che affermano di essere i loro figli.
La ragione (se di ragione si deve parlare) parrebbe essere l'anatema lanciato loro da una amica, Anna.
Quest'ultima, che al contrario di Marco e Giulia vive (faticosamente) solo per i figli, lancia loro questa sorta di maledizione dopo un disastro epocale causato dai due durante la clamorosa festa che avevano inaspettatamente deciso di organizzare per il compleanno della figlia di Anna.
Riusciranno i due a tornare alla vita precedente, come disperatamente e con ogni mezzo tenteranno di fare?
"Tre di troppo" è il secondo film che vede De Luigi in qualità di sceneggiatore e regista, oltre che come attore protagonista.
Con lui una Virginia Raffaele meno sopra le righe del solito.
La sceneggiatura riesce a rendere l'assurda vicenda quasi "digeribile", e la risolve con un paio di colpi di scena, uno riesce ad essere inaspettato (sebbene largamente utilizzato), l'altro, invece, assai prevedibile.
Divertente (ma non troppo).
Voto: 7/10
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