Il ritratto negato - (Andrzej Wajda, 2016) - Recensione - Con Boguslaw Linda, Aleksandra Justa
Polonia, 1948.
Władysław Strzemiński è un artista di fama sia nel suo paese che all'estero.
E' affetto da gravi menomazioni fisiche, ma, grazie al talento artistico e alle sue capacita', e' insegnante presso l'Accademia di Belle Arti di Łódź, molto apprezzato dagli allievi.
Ha una figlia e una moglie gravemente malata in ospedale.
Nonostante la sua infermità, continua a produrre opere d'arte e a perfezionare la sua teoria dell'Unionismo, di cui è uno dei cofondatori. Tuttavia, viene costantemente ostacolato dalla crescente radicalizzazione del comunismo, contro la quale l'artista si oppone fino alla sua morte.
"Il ritratto negato" e' l'ultimo film del regista polacco Andrzej Wajda, scomparso poco dopo la realizzazione della pellicola, che con questo lungometraggio celebra la vita del connazionale Władysław Strzemiński.
Un film fin troppo "serio", che lascia assai poco allo spettacolo, e questo a mio avviso e' un suo limite, rischiando in questo modo, per i non appassionati dell'argomento, di diventare faticoso.
Voto: 6.5/10
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