Brian e Charles - (Jim Archer, 2022) - Recensione - Con David Earl, Chris Hayward, Louise Brealey
Brian e' un uomo sulla quarantina che abita in una zona rurale e arretrata del Galles.
Solitario, trasandato e timido, passa le giornate nel suo caotico garage ingegnandosi a costruire bislacche invenzioni che raramente funzionano.
Da una testa di manichino che trova nella spazzatura (la sua fonte principale di materiale per le sue costruzioni), decide di realizzare un robot.
Questo aggeggio, inizialmente non funzionante, prende misteriosamente vita dopo un forte temporale.
Inizia ad apprendere leggendo vocabolari (una sorta di Intelligenza Artificiale?), dice di chiamarsi Charles e inizia ad interagire piuttosto brillantemente con il suo creatore e con Hazel, una dimessa ragazza che pare interessata al timido Brian.
Scoperto dagli abitanti del villaggio, Charles sara' rapito dalla famiglia di bulli del paese...
"Brian e Charles" e' un simpatico e un po' malinconico film dichiaratamente poco realistico sulla solitudine e l'emarginazione sociale.
Ben recitato, riesce a dare spessore ed empatia anche a personaggi secondari, primo fra tutti quello di Hazel.
Da vedere.
Voto: 8/10
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