Passengers - ( Morten Tyldum, 2016) - Recensione - Con Jennifer Lawrence, Chris Pratt, Michael Sheen
Sull'enorme astronave Avalon, 5000 "migranti galattici" cercano di ricominciare una vita trasferendosi dalla Terra al pianeta Homestead.
Poiche' il viaggio dura 120 anni, passeggeri e membri dell'equipaggio sono in ibernazione controllata, mentre l'astronave e' in grado di viaggiare (e, nel caso, autoripararsi) da sola.
A causa dell'incontro con meteoriti, accidentalmente uno dei passeggeri viene "risvegliato", 90 anni prima dell'arrivo.
Ibernarsi di nuovo e' impossibile, e Jim capisce che passera' la sua vita sull'astronave, con la prospettiva di morire prima di arrivare su Homestead.
A tenergli compagnia, il barista androide, al quale confida il suo stato d'animo.
Ma dopo un anno, depresso e sull'orlo del suicidio, decide di far uscire dall'ibernazione controllata Aurora, una giovane donna della quale si sentiva attratto.
Lei, scrittrice, intendeva raccontare la sua avventura per poi ritornare sulla terra, 240 anni dopo, per pubblicare il libro.
Inizialmente Aurora non sapeva che il suo risveglio non fosse accidentale, e che Jim, fondamentalmente, l'aveva condannata ad una vita sull'astronave...
"Passengers" e' un film di fantascienza abbastanza classico, non particolarmente sofisticato e con situazioni piuttosto prevedibili, ma dal buon impatto visivo e sufficientemente avvincente.
Insomma, un buon esempio di intrattenimento, ma nulla piu'.
Voto: 7/10
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