Grazie ragazzi - (Riccardo Milani, 2023), recensione - Con Antonio Albanese, Sonia Bergamasco, Vinicio Marchioni
Per sbarcare il lunario Antonio, un attore teatrale bravo ma professionalmente in crisi, si e' ridotto a doppiare (controvoglia) film porno.
Su suggerimento del collega piu' affermato Michele, accetta senza grossi entusiasmi un breve lavoro (a titolo gratuito) all'interno di un carcere.
Nonostante gli scoraggianti inizi, tra continui problemi Antonio inizia ad entusiasmarsi, cosi' come i 5 detenuti che accettano l'attivita'.
Inizialmente lo scopo era quello di portare in scena delle fiabe, ma lui ha l'ambiziosa intuizione che sarebbe stato interessante portare in scena "Aspettando Godot" di Beckett.
Capisce che l'attesa e' l'elemento perennemente presente nella vita del carcerato, per cui chi meglio di loro poteva rappresentare quel testo?
In questo contesto riesce a strappare alla ligia direttrice del carcere delle tempistiche e un impegno da parte dei detenuti piu' congruo per ottenere un risultato decente, che arrivera' oltre ogni aspettativa...
"Grazie ragazzi" e' un film scritto e diretto da Riccardo Milani sulla base di una storia vera accaduta in un carcere svedese nel 1985, vicenda da cui sono stati tratti documentari e altri film, oltre a questo.
Non e' quindi un argomento nuovo (vorrei citare "Cesare deve morire" dei Taviani) e potrebbe essere a rischio di atteggiamenti pietistici e buonisti.
Qui, pur nell'ambito di un film con importanti elementi genuinamente emotivi, si e' riusciti ad evitare questi pericoli, anche grazie ad una recitazione adeguata da parte di tutti, e non era scontato.
Forse si poteva evitare la reiterazione di alcune scene nella seconda meta' della pellicola, riducendone un po' la durata.
Buona la colonna sonora.
Voto: 8/10.
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