Il principe di Roma - (Edoardo Falcone, 2022) - Recensione - Con Marco Giallini, Giulia Bevilacqua, Filippo Timi, Sergio Rubini
Il film si svolge a Roma nel 1829, dove Bartolomeo Proietti è un uomo ricco che vuole diventare un nobile sposando l'aristocratica Domizia. Tuttavia, il sottoposto che doveva portargli i soldi per l'acquisto del titolo viene condannato a morte prima di poter rivelare dove si trova il denaro. Bartolomeo si rivolge a una fattucchiera per evocare il fantasma del sottoposto e carpire l'informazione necessaria, ma invece incontra i fantasmi di Beatrice Cenci e Giordano Bruno, che lo accompagnano in un viaggio nel passato e nel futuro, facendolo riflettere sulla sua vita. Nel frattempo, Bartolomeo architetta un piano segreto con il principe Accoramboni per comprare il titolo nobiliare, ma le visite dei tre fantasmi lo metteranno alla prova.
"Il principe di Roma" è una commedia che sembra essere un mix di diverse opere precedenti, in particolare "Il marchese del Grillo" di Monicelli. Nonostante la mancanza di originalità e accuratezza storica, il film ha una misura di leggerezza e divertimento che potrebbe ingraziarsi il pubblico popolare grazie alla capacità di Falcone di costruire dialoghi scorrevoli e fare leva sull'abilità del suo cast. Il film sembra un po' smarrito tra l'aggiornamento della tradizione "all'italiana" e un aggiornamento dei film che hanno segnato la storia del cinema. Nonostante la ricostruzione ambientale notevole e il ritmo sostenuto, "Il principe di Roma" risulta privo di forma e carattere, pur rimanendo una piacevole commedia, ma non tra le migliori del genere.
Voto: 5.5/10
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