Il signore delle formiche - (Gianni Amelio, 2022) - Recensione - Con Luigi Lo Cascio, Elio Germano
Italia, 1959.
In un paese del piacentino l'intellettuale ed ex partigiano Aldo Braibanti da' vita a una piccola comunita' culturale di giovani (maggiorenni).
Essendo Braibanti omosessuale, la cosa viene vista con sospetto, soprattutto quando tra Ettore e Aldo si instaura una comunanza di apprezzamento intellettuale che diventera' anche fisico.
Quando Ettore si trasferisce a Roma, Ettore, in grande contrasto con la famiglia, lo seguira'.
La mamma di Aldo, anche istigata dal fratello le cui qualita' artistiche non erano state apprezzate da Ettore, intentera' un processo contro Ettore per "plagio", dopo avere con la forza portato il figlio in un ospedale psichiatrico per tentare una "normalizzazione" anche con l'elettroshock.
Il processo sara' seguito con crescente passione Ennio Scribani, da un giornalista de L'Unita', che gli costera' aspri contrasti con la direzione...
"Il signore delle formiche" e' un film liberamente tratto da una vicenda giudiziaria che, nell'italietta provinciale, contraddittoria, ipocrita e puritana dell'epoca (ammesso che adesso non lo sia piu'), fece un certo scalpore.
La storia, grazie alla sceneggiatura e alla regia di Gianni Amelio, appare credibile e ben raccontata.
Questo anche grazie alle ottime prove degli attori protagonisti, dai noti Luigi Lo Cascio (Ettore) e Elio Germano (Ennio) all'esordiente Leonardo Maltese (Ettore).
Voto: 8/10
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