La corrispondenza - (Giuseppe Tornatore, 2015) - Recensione - Con Jeremy Irons, Olga Kurylenko
Amy e' una studentessa universitaria di astrofisica. E' fuoricorso e lavora come stuntwoman (?!).
Da anni intrattiene una relazione con Ed, un suo ex professore piu' anziano, perlopiu' attraverso chat e videochiamate.
Saltuariamente si trovano in Italia, dove il professore ha una seconda casa in un'isola su un lago.
Ed e' affetto da una malattia incurabile (astrocitoma) che non rivela ad Amy. Per questo quando, ad un convegno, lei lo viene a sapere e' turbata e disorientata, anche perche' riceve messaggi con date anche successive alla sua presunta morte.
In realta' Ed, conscio della sua condizione, ha predisposto una strategia tale per cui, anche dopo la sua morte, Amy possa ricevere le sue missive e videomessaggi, almeno fino a quando, con un sms da lei scritto contenente 11 volte il suo nome, Amy non dichiari di voler interrompere questa relazione di "amore dopo la morte".
"La corrispondenza" e' un film di carattere decisamente sentimentale scritto e diretto da Tornatore.
L'argomento non e' nuovissimo ne' il modo di raccontarlo (formalmente perfetto, dal punto di vista cinematografico), rivela particolari originalita'.
Le musiche di Morricone, anche loro formalmente perfette, non raggiungono le vette di altre volte (vedi quelle di un altro film di Tornatore, certamente piu' riuscito, quale Nuovo Cinema Paradiso).
Voto: 6.5/10
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