Capri-Revolution - (Mario Martone, 2018) - Recensione - Con Marianna Fontana, Reinout Scholten van Aschat, Antonio Folletto
Capri, 1914.
Lucia e' una giovane analfabeta che custodisce le capre sull'isola dove vive assieme alla famiglia in un contesto culturale estremamente arretrato.
E' incuriosita e segretamente attratta da una comune di giovani artisti stranieri che vivono sull'isola. Una sorta di hippies ante litteram che praticano vegetarianesimo, nudismo e naturismo.
Nell'isola, arriva Carlo, un giovane medico di fede socialista. Cerca inutilmente di curare il padre di Lucia, gravemente ammalato ai polmoni a causa del lavoro.
Carlo intuisce le potenzialita' di Lucia, e vorrebbe instradarla verso la professione di infermiera, ma lei e' piu' attratta dal gruppo di artisti e dal loro carismatico leader, il pittore Seybu, tanto da unirsi alla comune quando la famiglia tenta di darla in sposa a un facoltoso vedovo del paese.
Ma lo scoppio della prima guerra mondiale cambiera' il contesto mettendo in crisi i tre "mondi" culturali (quello atavico e maschilista della famiglia, quello esoterico della comunita' e quello scientifico del medico) all'interno della quale si trova la ragazza e nel quale, grazie agli ultimi due, ha potuto emanciparsi e crescere.
"Capri-revolution" e' un interessante film scritto e diretto da Mario Martone che ha al centro una comune realmente venutasi a creare sull'isola grazie al pittore tedesco Karl Wilhelm Diefenbach.
La protagonista Lucia e' bene interpretata da Marianna Fontana, attrice napoletana gia' notata in altri film d'autore quali "Indivisibili" e "Romulus"
Voto: 7.5/10
/image%2F1103575%2F20221209%2Fob_230c6f_81ezppijphl.jpg)