After Yang - (Kogonada, 2021) - Recensione - Con Colin Farrell, Jodie Turner-Smith, Justin H. Min, Malea Emma Tjandrawidjaja
In un imprecisato futuro, tecnologicamente avanzato anche se non parrebbe, vive una famiglia formata da 4 persone.
Il padre Jake, bianco, la madre, nera, la figlia Mika e suo fratello piu' adulto dai tratti orientali, Yang.
In realta' si scopre che il fratello e' un androide (chiamato tecnosapiens) in tutto e per tutto identico agli umani. E' stato "adottato" dalla famiglia per fornire alla figlia una maggiore "identita' culturale" essendo il suo aspetto affine a quello di Mika.
Grande sconforto, quindi, quando, inaspettatamente, Yang smette di funzionare, soprattutto da parte della figlia.
Ci sarebbe la possibilita' di sostituirlo, ma Mika rivuole solo yang, per cui il padre cerca in tutti i modi, ma invano, di portarlo a riparare.
Yang e' un tipo di androide molto avanzato e quasi impossibile da riportare "in vita", ma dal contenuto della sua "memoria", Jake riuscira' a rivivere ricordi perduti...
"After Jang" e' un interessante film del regista di origine sudcoreana Kogonada, ispirato al racconto Saying Goodbye to Yang di Alexandra Weinstein.
Molto delicato (per alcuni certamente fin troppo) ha spunti assai intriganti ma, alla fine, risulta piuttosto criptico.
Memorabile la scena del contest tra migliaia di famiglie che gareggiano ballando all'unisono, ciascuna ripresa davanti alla propria tv.
Voto: 7/10
/image%2F1103575%2F20221216%2Fob_f9e2cc_2362.jpg)