Un altro mondo - (Stéphane Brizé, 2021) - Recensione - Con Vincent Lindon, Sandrine Kiberlain, Anthony Bajon, Marie Drucker
Philippe e' il dirigente di una azienda di elettrodomestici che fa parte di una multinazionale.
A causa della crisi del settore, il management gli chiede quali lavoratori si possono licenziare. Philippe non ci sta, e, assieme ai collaboratori, individua soluzioni alternative, anche a suo svantaggio (economico).
Da 7 anni, quando accetto' quel lavoro, Philippe e' assorbito quasi totalmente. Questo ha messo in crisi il rapporto con la moglie, che ha rinunciato alla sua carriera per seguire il marito in questa scelta.
A complicare il quadro delle pressioni sui due, il figlio adolescente ricoverato in una struttura per problemi comportamentali...
"Un altro mondo", che forse e' quello che vorrebbe Philippe, e' un film teso e drammatico, scritto e diretto molto bene da Stéphane Brizé.
E' il suo terzo film sul mondo del lavoro, dopo "La legge del mercato" e "In guerra", entrambi con protagonista Vincent Lindon (a questo punto, da recuperare).
Estremamente centrata nella parte anche la moglie, benissimo interpretata da Sandrine Kiberlain, che e' moglie di Vincent anche nella vita reale.
Voto: 8.5/10
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