Il Club - (Pablo Larraín, 2015) - Recensione - Con Roberto Farías (I), Antonia Zegers, Alfredo Castro, Alejandro Goic
In una casa posta su una (triste) scogliera cilena vivono quattro ex preti e una ex suora, allontanati, per vari motivi, dalle comunita' in cui operavano.
Si dedicano alla meditazione e soprattutto al duro allevamento di un levriero che utilizzano per autofinanziarsi, attraverso le corse dei cani.
Il teso ma relativamente tranquillo trantran viene scosso quando alla comunita' arriva Matias, un altro prete accusato di pedofilia.
Nel paese costiero arriva anche Sandokan, un uomo che afferma di essere stato abusato da piccolo da Matias. Mentalmente disturbato (probabilmente anche a causa dagli abusi subiti), Sandokan si piazza fuori dal cancelletto di ingresso della casa inveendo nei confronti di Matias.
Mandato ad allontanare Sandokan con una pistola (per spaventarlo), una volta davanti a Sandokan Matias, inaspettatamente, si spara, suicidandosi.
Per capire quanto accaduto e cosa fare della comunita', le autorita' ecclesiastiche mandano lo psicologo gesuita padre Garcia, che dovra' combattere tra omerta' e menzogne...
"Il Club" e' un film piuttosto duro e crudo scritto e diretto con grande capacita' da Pablo Larraín.
Una trama e dialoghi impeccabili in una pellicola dove lavorano attori eccezionalmente capaci.
Molto belle le musiche della colonna sonora di Carlos Cabezas.
Fotografia volutamente spenta e poco gradevole.
Voto: 9/10
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