Il discorso perfetto - (Laurent Tirard, 220) - Recensione - Con Benjamin Lavernhe, Sara Giraudeau, Kyan Khojandi, Julia Piaton, François Morel
Intimamente insofferente da sempre ai luoghi comuni e ai riti della comune convivenza, l'ipocondriaco trentenne Adrien cade ancor piu' (se possibile) in depressione quando la bizzarra compagna decide che le serve una "Pausa" al loro rapporto. In pratica' lo lascia.
La "Pausa" e' intesa come quella degli apparecchi elettronici, che, spiega, a differenza del tasto di "Stop", potrebbe precludere a un nuovo "Play".
In queste precarie condizioni psicologiche, Adrien partecipa a una temuta cena in famiglia, con madre, padre, sorella e futuro cognato, dove quest'ultimo gli chiede inopinatamente di fare un "discorso" al loro prossimo matrimonio, discorso che, dice, farebbe molto piacere alla sorella.
Durante tutta la cena, la fervida fantasia di Adrien spaziera' su quello che potrebbe succedere al matrimonio, figurandosi varie tipologie di discorso, senza dimenticare il cellulare, dal quale, dopo 38 giorni di "pausa", attende una risposta da parte della (ex) compagna.
"Il discorso perfetto" e' un bel film, molto teatrale, in cui quasi tutto si svolge nella casa dei genitori o al matrimonio.
Disincantato e intelligente, offre discorsi e situazioni spesso ironiche e graffianti dove molti si potranno riconoscere.
Per questo mi ha stupito un po' la scena finale, che fa rientrare la pellicola verso toni piu' conformisti e confortanti...
Curiosa la scelta della canzone dei Ricchi & Poveri "Sarà perché ti amo" (di 41 anni fa) sui titoli di coda.
Voto: 8/10
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