Caro Evan Hansen - (Stephen Chbosky, 2021) - Recensione - Con Ben Platt, Amy Adams, Julianne Moore, Kaitlyn Dever, Amandla Stenberg
Evan Hansen e' un diciassettenne con grossi problemi di socializzazione.
Spinto dalla madre, e' in cura da un terapeuta che gli suggerisce di scrivere delle lettere a se stesso, che iniziano appunto con "Caro Evan Hansen", nelle quali immagina situazioni che coinvolgono altre persone dove "va tutto bene".
A causa di un incidente (dice di essere caduto accidentalmente da una pianta), ha l'avambraccio ingessato, ovviamente senza nessuna firma di "amici".
L'unico che glielo firmera' sara' Connor, uno studente, anche lui con problemi caratteriali, che lo insultera' pesantemente quando, rubandogli una sua lettera "terapeutica" dalla stampante, si accorge che cita la di lui sorella.
Qualche giorno dopo Evan viene chiamato dal preside, dove ci sono i genitori di Connor che gli comunicano del suicidio del figlio.
Dalla lettera che Connor aveva ancora in tasca, i genitori credono che Evan sia stato il suo unico amico.
Incapace di smentirli, iniziera' suo malgrado a raccontare bugie che dovra' perpetuare anche quando sara' coinvolto l'intero istituto...
"Caro Evan Hansen" e' la trasposizione cinematografica del musical "Dear Evan Hansen" di Steven Levenson e Pasek & Paul.
Purtroppo la musica (non indimenticabile) e' rimasta, e le parole (tradotte e cantate dai protagonisti in italiano), pure.
Il che, a mio avviso, rende il film ancora meno credibile e piu' melenso.
Probabilmente una versione solo recitata sarebbe stata piu' accettabile.
Voto: 5/10.
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